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Quando Ghirelli mi mise nella “nazionale dei giornalisti”

Antonio Ghirelli, giornalista, scrittore e capoufficio stampa del Quirinale ai tempi del Presidente Sandro Pertini è morto questa mattina a Roma. Nato a Napoli, Ghirelli avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 10 maggio.

Scrittore sopraffino, maestro di giornalismo, ho solo avuto la fortuna di sfiorarlo. Era la fine degli anni ’60, ero entrato come collaboratore al “Corriere dello Sport” di cui lui era direttore. Ero il vice di Franco Dominici per il pugilato, nutrivo qualche speranza di essere assunto. Proprio mentre maturavo la possibilità, Ghirelli lasciò la direzione sostituito dal barese Mario Gismondi che fece praticanti sette giovani cronisti pugliesi. Franco, che mi voleva bene, mi consigliò: “Cerca altre strade, qui per il prossimo contratto passeranno anni. Peccato perchè uno come te a Ghirelli poteva piacere molto”. Andai allora a “Momento sera” con quel rimpianto. Non mi andò poi male, ma ripensai a quelle parole (che sembravano un contentino) molti anni dopo, quando già stavo al Tg1 e dunque avevo sfondato. Per “Sette”, il rotocalco del “Corriere della Sera”, Claudio Sabelli Fioretti (con cui avevo condiviso proprio gli esordi in questo mondo) intervista Antonio Ghirelli. A un certo punto gli chiede di stilare una sorta di “nazionale dei giornalisti”. Con mia somma sorpresa mi ritrovai in quella formazione ideale.

“Bordin (direttore di Radio radicale), Ostellino, Severgnini, Pirani, Mafai, Ferrara, Battista, Gambescia, Mentana, Longhi e Scaccia. Sai chi è Scaccia?” – Come no? Pino Scaccia, inviato del Tg1. “Lo mandano dovunque, a Velletri come a Timor Est. Un grande cronista”.

Era vero, gli piacevo. Ad essere accoppiato agli altri nomi che leggete vengono i brividi: la prendo come una delle medaglie più brillanti della mia carriera. Per pudore, non l’ho mai ringraziato. Lo faccio ora.

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Filottrano

Lo scanner nuovo mi ha scatenato nella ricerca delle foto non digitali. Le sorprese sono state tante, per esempio questa. Immagine curiosissima: con Rosanna Vaudetti presento in un’estate di fine anni ’80 la Contesa dello Stivale a Filottrano, nelle Marche, un tuffo magico nel ‘500. Dovrei vergognarmene, acconciato così, e invece ho nostalgia di quei tempi, rifugiato negli splendidi paesini medioevali. Andare indietro con la memoria, di questi tempi, è quasi un toccasana. (Non mi sono fatto mancare niente. Ok, adesso ridete pure).

Olimpiadi

Con Gianfranco De Laurentiis, studi Rai di via Teulada (Olimpiadi Los Angeles 1984)