A tu per tu con Nichi Vendola

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Brindisi – Abbiamo parlato di tutto e a lungo. Partendo dalla Siria e dall’incubo di una nuova guerra, passando per il fenomeno immigrazione e il modo di gestirlo. Abbiamo poi affrontato, come sfuggirne?, i temi della politica nazionale: gli ho chiesto il perché della sua fedeltà assoluta ma anche della profonda incazzatura come alleato del Pd. “Il fatto è – ha risposto Nichi Vendola – che ancora non riesco a digerire l’alleanza con Berlusconi. La questione tra l’altro ora è semplice, non si tratta di votare palese o no. Basta applicare le leggi, valgono per qualsiasi cittadino, senza distinzioni. Altrimenti torniamo al medioevo, quando l’unica legge era quella di Ponzio Pilato”. Il governatore della Puglia, davanti al suo popolo, ha avuto parole amare per l’involuzione della politica, rimpiangendo una sinistra che non c’è più e l’attuale clima rissoso dov’è sparito il dialogo. “La politica è sempre stata importante per me, sentivo di fare qualcosa di utile per gli altri. Adesso, a 55 anni, non mi ci ritrovo più, troppo distante dalla gente, e magari mi piacerebbe tornare a girare per il mondo diffficile”. Però la passione è ancora forte e “da governatore più che da leader di partito” non ha rinunciato a dare la sua ricetta per sviluppo e lavoro (“non date retta allo spread che è un ricatto dei banchieri, bisogna investire sulle imprese”), sanità, ambiente e turismo (“il nostro petrolio è la nostra cultura”). La conclusione è stata molto privata, quasi intima. Ha confidato il desiderio di avere un figlio e del suo diritto a diventare padre. Non so se fra le cose che ha detto qualcuna era da titolo (non cercavo quello) ma sicuramente ha offerto ai brindisini una serata di grande passionalità. Alla fine era stravolto, ma ha avuto ancora la forza d’infilarsi tra la sua gente. Con gli anni non è certo passata la rabbia per un mondo migliore. Non so quanto i suoi siano progetti e non sogni, insomma se le ricette siano realizzabili. Ma è stato affascinante, e coinvolgente, sentire urlare dentro il microfono tutta la sua speranza. Personalmente, fra le tante, mi è piaciuta soprattutto una frase, riferita al pianeta. “Ricordiamoci che non siamo i padroni della Terra, siamo solo inquilini”. 

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[Fotoreportage di Maurizio De Virgiliis]. Sul palco di Brindisi con Giovanni Brigante e Claudia Zezza.

L’articolo di Brindisi Sera

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5 risposte a “A tu per tu con Nichi Vendola

  1. claudia zezza settembre 16, 2013 alle 5:41 pm

    E’ stata una chiacchierata molto interessante. Anche Nichi è stato soddisfatto della serata: domande dirette e intelligenti……la classe non è acqua! Grazie ancora ;pino.

  2. madamepina settembre 16, 2013 alle 6:27 pm

    e ora il video . grazie 😉

  3. lorena settembre 16, 2013 alle 6:40 pm

    grazie della cronaca , credo in Nichi Vendola , fa politica con passione

  4. Twiggy (la rivoluzione estetica) settembre 17, 2013 alle 7:43 am

    Nichi Vendola ha il dono della simpatia e del carisma, e quando parla affascina oltre a strapparti un sorriso per quell’arietta paraventa… in senso buono; usa la testa….e ha quell’intelligenza particolare che a volte hanno alcuni gay geniali. Sì, trasmette calore, passione e umanità “tra le genti”… ma c’è un ma: quel modo di essere di sinistra che lui rimpiange, è finito. Quell’antico spirito di gruppo e di complicità che da una parte accoglie e scalda, dall’altra è anacronistico in un mondo talmente trasformato da essere diventato tutt’altro. Le idee sono giuste, eppure quell’insopportabile ‘particolarismo’ ha interessato anche lui . – da governatore della puglia, logico, ma sempre di particolarismi si tratta, e in tutti i sensi, compreso quel vecchio modo di fare sinistra che non si espande proprio oltre gli interessi “di una parte”, appunto.
    Sembra di giocare. Io quando sento ancora Bersani dire “compagni, è stato bello…” …e NIENT’ALTRO più di questo, mi prende un senso di anacronismo fuori dal mondo che non so spiegare (come il Papa che appena salito alla finestra non ha saputo dire altro che “preghiamo”).
    Va bene non arrendersi ai ricatti e all’ottusità, ma gli stereotipi gli offrono inconsapevolmente il fianco… e vorrei che quella sua apertura mentale su temi a lui cari l’avesse anche in una sorta di collaborazione che esuli dagli schemi di partito e tenesse conto di un cambiamento EPOCALE nonchè GLOBALE. Insomma già abbiamo altri problemi che non le vecchie opposizioni ideologiche e di partito; come al solito si tratta di unire le forze uscendo dai settarismi regionali e di partito, “anche” e soprattutto per isolare meglio certe forze nascenti….e una collaborazione con Letta concentrandosi sul DA FARSI anzichè sui “nomi” in corsa per le elezioni delle “cariche” (ancora) ritengo sia l’unica strada possibile. Del resto ho sempre detto quanto sarebbe importante saper unire gli aspetti MIGLIORI della sinistra e della destra (anzichè sempre i peggiori, origine di ogni populismo) proprio per evitare il peggio.

    Comunque specie dopo Presa Diretta ieri sera…. resisti Nichi :))

    Le Pen: “se essere populista significa agire con il popolo per il popolo in nome del popolo, allora sì sono populista” (…) del resto questa è democrazia”. A parte che non avevamo dubbi a tal proposito, le manca una precisazione: “far bastonare”….. il popolo, dal popolo e in nome del popolo; QUESTA, per chiarezza, la sua idea di “democrazia”.

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