Con Kicca tornata sulla terra

da Tg2 Storie del 9 ottobre 2010 VIDEO

GENGA (Ancona) . “Quello che si guadagna vivendo per nove mesi in una grotta e viaggiando dentro se stessi non si riesce a trovarlo in anni di vita normale. Ho buttato via una parte della mia vita? Per niente. Anzi, ho acquistato 20 30 anni. La rifarei, quest’ esperienza. Parole come Dio, amore prendono tutto un altro significato”. Cercava la luna, ha trovato il cielo. Era entrata il 26 luglio 1994 in un abisso profondo 200 metri come cavia della scienza, ne e’ venuta fuori ieri sera (all’ ora del Tg) che parla come una monaca di clausura. Non ha avuto . e’ vero . visioni di Madonne che piangono tra tante stupefacenti stalactiti che lacrimano da milioni di anni, ma ha riscoperto se stessa e i profondi e piu’ alti valori dello spirito. E . il che non guasta . ha perso tutti i brufoli e 10 chili di troppo. Miracolo di nove mesi d’ isolamento spazio temporale assoluto. Mai una donna aveva osato tanto. Ci ha provato lei (e con successo, pare), Cristina Lanzoni, 29 anni, detta Kicca, minuta e graziosa cesenate, subito ribatezzata la “donna della grotta”. E riemersa ieri dopo 270 giorni esatti trascorsi nel laboratorio Underlab, lo spazio di 38 metri quadrati (67 con gli accessori e i servizi) ricavato nelle celeberrime grotte di Frasassi che ha ricreato le condizioni di vita proprie di una lunga permanenza dell’ uomo sulla luna. Sotto la direzione di Maurizio Montalbini (lo stesso che si isolo’ per un anno intero) e con il patrocinio della Sector, Kicca ha lasciato il suo lavoro, la passione per i cavalli, i genitori Dino e Maria, la cagnolina Bella e si e’ sepolta viva: senza Tv ne’ radio, senza giornali ne’ orologio, senza videocassette ne’ voce umana diversa dalla sua, con cui canticchiava ogni tanto i successi di Bruce Springsteen. Una clausura totale (l’ unico legame col mondo dei piu’ erano il computer e tre telecamere che la controllavano) mentre a soli 140 metri di distanza sfilavano ogni giorno, per ammirare le grotte di Frasassi, migliaia di persone: 6 mila solo a Pasquetta. “Ma non ho mai sentito il richiamo della gente . ricorda Kicca . perche’ nessuno mi ha costretta a fare questo esperimento. Ho trascorso le mie giornate creando oggetti di cartapesta, scrivendo un diario, anche se le mie giornate, scopro ora, duravano perfino 54 ore, e leggendo una cinquantina di libri in italiano e in inglese. Ho sognato tanto: viaggi, panorami e cavalcate. Una volta sono rimasta senza luce, due giorni mi dicono ora, ma e’ stato ancor piu’ bello alla luce di una candela per la totalita’ del silenzio: non si sentiva neppure il ronzio del frigorifero… ma non crediate io sia un’ asociale, la mia scelta non e’ stata fatta per fuggire dal mondo, ma per motivazioni piu’ profonde e perche’ spero che torni utile alla scienza”. A proposito di mondo: le hanno gia’ detto della strage americana, della morte dei fratellini Brigida e delle votazioni del 23 aprile? Cristina per un attimo sembra vacillare e Montalbini, il suo patron, che l’ aveva tenuta all’ oscuro di tutto, quasi s’ innervosisce. Risponde Cristina: “Oh, Dio mio, verrebbe voglia di restare qui. Il laboratorio e’ rassicurante, protettivo come il grembo materno. Non mi e’ mancato proprio nulla, neppure, anzi tanto meno, la televisione. Un’ astinenza che consiglio a tutti. Si’ , e’ vero, che ho provato l’ assenza di stimoli sessuali, in compenso ho approfondito l’ aspetto dei sentimenti nel senso piu’ vasto. Ho scoperto di me tanti lati sconosciuti, mi sono riappropriata del significato delle parole Dio e amore. L’ assenza di certi stimoli ti fa sentire piu’ in pace, piu’ tranquilla, piu’ libera…”. Decisamente parla proprio come una monaca di clausura, Kicca, pur se nega ogni sua volonta’ di prendere il velo. Ma la realta’ materiale preme: “Che bello sentirsi i sassi sotto i piedi . dice, avviandosi per l’ ultima volta alle quattro cupole che l’ hanno ospitata per nove mesi .. Ora chiedo solo di poter mangiare un bel piatto di verdure”. L’ avventura pero’ non finisce qui: nel 1996 verranno isolate piu’ persone sempre con l’ obiettivo di studiare le variazioni psicofisiche della clausura sul comportamento dell’ organismo umano. “Per rilanciare la speleoterapia . ha dichiarato Andrea Galvagno, responsabile scientifico del progetto Underlab . l’ isolamento potrebbe rivelarsi utile per prevenire la depressione, le neoplasie, il diabete, e combattere lo stress”. Corriere della Sera 22 aprile 1995

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